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Tutela degli Alberi e Verde Urbano & Piano nazionale sulla CASA
di ELISABETTA BRUNETTO

Aldilà dell'ideologia politica ormai è una certezza: serve un impegno urgente e condiviso per affrontare l’imminente emergenza climatica. Lo sostengono da anni anche gli scienziati italiani che nel 2022 hanno lanciato l'ennesimo appello che chiede di mettere l'emergenza climatica al centro, in cima all'agenda politica. Tra i primi sostenitori il Nobel Giorgio Parisi. 

"La prima cosa da ricordare, quando parliamo di cambiamenti climatici, è che tutto dipende dal clima: l'agricoltura, la salute, i commerci, la sicurezza delle infrastrutture, il funzionamento della vita sociale. Lo sviluppo della civiltà umana". La nuova crisi economica che stiamo vivendo dipende anche dai cambiamenti climatici.

Nella situazione attuale appare urgente porre in essere azioni di adattamento che rendano noi e i nostri territori più resilienti a ondate di calore, siccità, eventi estremi di precipitazione, innalzamento del livello del mare e fenomeni bruschi di varia natura; azioni che non seguano una logica emergenziale ma di pianificazione e programmazione strutturale.

A causa dell'inerzia del clima, i fenomeni che vediamo oggi saranno inevitabili anche in futuro, e dunque vanno gestiti con la messa in sicurezza dei territori e delle attività produttive, investendo con decisione e celerità le risorse peraltro disponibili del PNRR. Allo stesso tempo, dobbiamo anche fare in modo che la situazione non si aggravi ulteriormente e diventi di fatto ingestibile, come avverrebbe negli scenari climatici peggiori. Per questo dobbiamo spingere fortemente sulla riduzione delle emissioni di gas serra, decarbonizzando e rendendo circolare la nostra economia, accelerando il percorso verso una vera transizione energetica ed ecologica.

In quest’ottica si pone con la massima urgenza la tutela degli ALBERI e del VERDE URBANO 

Azioni improrogabili:

  • Ridefinizione e introduzione in ogni Comune della figura del Garante del Verde
  • Tutela di Foreste/Boschi e Verde urbano esistenti e totale revisione del progetto ForestaMI
  • Messa a dimora di nuovi alberi, possibilmente autoctoni, a contrasto dell'aumento di CO2, principale causa del surriscaldamento globale e dei conseguenti cambiamenti climatici 

Si susseguono a Milano e nell’area metropolitana segnalazioni pubbliche di tagli di alberi urbani, specialmente quelli più grandi e vetusti che, invece che essere accuditi e monitorati, in quanto scrigno incredibile di benefici ambientali (produzione di ossigeno, sequestro CO2, assorbimento polveri sottili, ombreggiamento, funzione di regolazione della temperatura e mitigazione degli eventi pluviali) e paesaggistici, con effetti positivi riconosciuti perfino sulla salute psichica, vengono in genere rapidamente condannati a morte, spesso per togliersi il pensiero della manutenzione o per qualche improbabile "riqualificazione", talvolta perfino senza perizie agronomiche o previe perizie di pericolosità in molti casi discutibili (cioè finalizzate non tanto a "cosa si può mantenere" bensì a "cosa si può abbattere o sostituire"). Riteniamo la tutela degli alberi urbani assolutamente fondamentale e per questo altrettanto urgente promuovere l’introduzione nell'ordinamento, nei modi previsti dal sistema normativo ordinario e costituzionale, i seguenti provvedimenti.

1- Introduzione dell’ispezione ministeriale preventiva in capo ai Ministri della Transizione Ecologica e MIBACT, da disporsi obbligatoriamente su segnalazione scritta (a mezzo PEC o raccomandata AR) dei cittadini, comitati ed associazioni, relativa a deliberate operazioni di abbattimento.

2- Introduzione (con previsione di accoglimento automatico e presentazione a mezzo PEC o raccomandata AR) della facoltà dei cittadini, comitati ed associazioni, di richiedere, a proprie spese, la consulenza tecnica di parte in caso di contestazione del progetto che preveda l’abbattimento di alberi urbani.

3- Eliminazione della responsabilità penale dei sindaci ed amministratori pubblici, nei casi di danni provocati da cadute di rami e\o alberi.

4- Introduzione dei divieti sanzionati di eseguire potature nel periodo che va dal primo marzo al trenta settembre e di effettuare potature con capitozzature drastiche.

5- Introduzione dell’obbligo sanzionato di lasciare intorno al tronco lo spazio vitale minimo libero da ogni materiale soffocante (asfalto, cemento, pavimentazioni).

6- Introduzione dell’obbligo sanzionato di sostituzione degli alberi abbattuti con altri di pari tipologia.

7- Introduzione di nuove norme di protezione per tutti gli alberi urbani aventi diametro maggiore di 30 cm.

8- Introduzione dell’effettiva adozione di un “Piano del Verde” triennale condiviso con i cittadini, comitati ed associazioni presenti sul territorio.

9- Introduzione dell’adozione del registro comunale degli alberi monumentali con iscrizione automatica di tutti gli alberi con età accertata superiore ai 70 anni.

Gli alberi urbani sono elementi di vitale importanza per tutta la società, soprattutto in relazione agli obiettivi tanto declamati di riduzione dell'inquinamento atmosferico da CO2 e polveri sottili. Obiettivi questi ultimi per i quali essi possono fornire un contributo decisivo, salvaguardando contemporaneamente anche il prezioso paesaggio italiano che, insieme alle ricchezze artistiche e gastronomiche, è la nostra maggiore risorsa.

Nell’ambito del PIANO NAZIONALE SULLA CASA, facendo riferimento a quanto suggerito dall’Agenda ANAB 2025 per costruire, abitare, vivere sano e sostenibile è indispensabile intraprendere:

AZIONI PER LA SALUTE E IL BENESSERE Al fine di garantire il benessere fisico e psicologico negli spazi confinati (indoor), tutti i progetti di riqualificazione degli edifici pubblici e privati dovranno favorire il miglioramento della qualità dell’aria interna, l’incremento del comfort igrotermico e acustico, dell’apporto di luce naturale e il giusto ombreggiamento. Devono essere incentivati l’uso e la diffusione di materiali da finitura di origine naturale evitando i materiali che possono produrre emissioni inquinanti nelle fasi di lavorazione e durante l’uso degli ambienti. Nelle città deve essere ridotto l’inquinamento elettromagnetico e devono essere favoriti spazi verdi urbani EMC (ElectroMagnetic Compatibility) free. La disinfezione delle aree pubbliche deve essere eseguita attraverso l’uso di prodotti naturali non tossici e selettivi, per gli animali e le piante. PROPOSTA: Investimenti pubblici ed incentivi ai privati per lo screening ambientale finalizzato al benessere abitativo.

INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA ECOLOGICA Partendo dall’esigenza, non più rinviabile, di inserire i valori ambientali nella cultura del progetto atti a migliorare le condizioni insediative, ridurre l’impatto ambientale e l’inquinamento, gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici dovranno essere realizzati prioritariamente con il modello NNZEB (Natural Near Zero Energy Building). Si promuovono: l’uso di materiali naturali; ricircolo naturale dell’aria; produzione di energia da fonti rinnovabili; sistemi di riciclo delle acque grigie; creazione e ripristino di spazi verdi e permeabili; utilizzo di sistemi di riscaldamento passivi e comunque basso-emissivi.

PROPOSTA: Incentivi a fondo perduto per la realizzazione di interventi di riqualificazione ecologica di edifici esistenti con particolare riferimento ai condomini.

PROPOSTA: Demolizione di strutture incomplete o fatiscenti al fine di recuperare aree libere da destinare ad utilizzi sostenibili con ricadute positive sulla comunità.

INTERVENTI DI RIGENERAZIONE URBANA ECOLOGICA L’architettura deve porre attenzione ai bisogni materiali, biologici, psicologici e sociali dei residenti. Gli aggregati urbani devono essere riorganizzati con azioni di riqualificazione sostenibile e di implementazione di spazi ecologici (parchi, giardini, alberate). Le corti interne degli isolati e gli spazi condominiali vanno ripensati affinché diventino luoghi in grado di favorire il miglioramento della socialità. Promuovere il vivere lento e naturale favorendo la creazione di luoghi di sosta, di connessione, di riflessione, di partecipazione. Per migliorare il microclima estivo, tutti gli interventi dovranno essere integrati con verde al suolo e verde urbano (giardini pensili, orti urbani). Tutte le superfici (piazze, strade, marciapiedi, superfici pavimentate) dovranno essere permeabili all’acqua o integrate con sistemi di gestione delle precipitazioni intense (rain gardens, fossati alberati per il contenimento delle piogge, piazze allagabili per la raccolta delle acque e il loro riuso per lo smaltimento graduale).

PROPOSTA: Incentivi a fondo perduto per la rigenerazione sostenibile e partecipata dei condomini e dei complessi edilizi.

TUTELA DEL CAPITALE NATURALE […] Il consumo di suolo vergine non deve essere consentito se non per limitati casi specifici conformi ai criteri NNZEB (Natural Near Zero Energy Building) o per interventi di sostituzione edilizia e rigenerazione urbana sostenibile. Va promossa e incentivata la rinaturalizzazione di aree urbane dismesse e il diradamento dei tessuti saturi. La crescita del capitale naturale deve essere incentivata, anche grazie ad azioni di informazione sui benefici ecosistemici da esso prodotti.

Nella gestione del tema dell’abitare poi diventa sempre più urgente orientarsi e ripensare alle “città delle prossimità” o città dei 15 minuti (Ezio Manzini “Abitare la prossimità”): una città a scala umana, densa e diversificata nelle funzioni, caratterizzata da spazi pubblici e da un mix di attività residenziali e produttive. Una città in cui il valore della prossimità è evidente sia nella sua dimensione funzionale sia in quella relazionale. Una città in cui tutto ciò che si può volere è vicino, in cui innovazione sociale, beni comuni, comunità locali, cura e lavoro di cura diventano parole chiave di una progettualità che, grazie a infrastrutture coerenti, accorcia le distanze, intrecciando costruzione e rigenerazione.